07/06/2011
Italia: non è forse l'ora di cambiare??!??
L'Ocse dice che la crescita in Italia rimane al palo, mentre nel primo trimestre 2011 gli altri Paesi del G7 e della zona Euro fanno salire il Pil nazionale (da noi fermo a +0,1%).
Insomma, siamo fermi allo stesso livello dell'ultimo trimestre 2010 (e letto questo probabilmente oggi farò la mia personale controverifica ;).
Nell'Eurolandia, invece, il PIL cresce sia nel primo trimestre 2011 sul quarto trimestre del 2010 (+0,8%) che su base annua (+2,5%). Stabile la crescita dei paesi OCSE nel primo trimestre dell'anno (+0,5% sull'ultimo trimestre 2010) nonostante la contrazione dell'economia del Giappone (-0,9%, contro il -0,8% dell'ultimo trimestre 2010) ed il rallentamento di quella statunitense (+0,5% contro il +0,8% del precedente trimestre). Un risultato spiegato dall'Ocse con la «forte accelerazione della crescita nella maggior parte dei paesi europei (+0,8% contro il +0,2% degli ultimi tre mesi 2010 n.d.r.) e in Canada».
Non capisco come la contraddizione del nostro tempo sia sempre più o meno la solita. Se vivi il tessuto sociale ti rendi conto che siamo tutt'altro che fermi, tutt'altro che paralizzati dall'ansia, tutt'altro che lenti.
Gli italiani che conosco sono dinamici, si muovono, fanno mille cose e coltivano milioni di sogni, reagiscono alle difficoltà della vita con felicità, voglia di divertirsi e stare in compagnia, sempre di corsa ma mai dimenticandosi di niente e di nessuno.
Più volte mi sono chiedo se quello che leggo e sento è verità o manipolazione della stessa. Se è comunicazione sincera ed in buona fede o velata e chissà con quale secondo fine.
E poi mi chiedo se è veramente così necessario paragonarsi sempre agli altri. Ci vuole discernimento ed oggettività ma non si rischia a volte di rimanere schiavi dell'eterno confronto estemporaneo che poco prende in esame i diversi presupposti di partenza? (chi ha più di un figlio probabilmente ha come me modo di testare come questa tendenza all'omologazione sia in qualche modo innata o insinuata subdolamente sin dalla più tenera età!)
Insomma: se il passato ci dà la conoscenza, il futuro ci dà la speranza.
Solo il presente è l'unico e vero campo da gioco: forse un giocatore che disputa un match importante quando in campo pensa all'excursus di tutta la sua carriera?
Smettiamola di caricare ogni notizia con un sottotesto negativo!
Proviamo ad essere positivi ed energici sin dalle parole che diciamo e scriviamo, forse quanto diamo ci tornerà indietro :)


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